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Trascrizione — Podcast Aperistorie n. 308

"I piani sovietici per la Terza Guerra Mondiale" Trascrizione automatica (faster-whisper, modello medium, IT). Non revisionata manualmente: possibili errori su nomi propri (es. "Kasinski" = Kaczyński, "Cekoslovacchia" = Cecoslovacchia, "regagnano" = reaganiano). Durata 17m36s. Usare come riferimento, non come citazione letterale verificata.


Ciao a tutti e bentornati a una nuova Aperistoria. Durante la guerra fredda in occidente, nel blocco occidentale, i molti hanno provato ad immaginare che cosa sarebbe potuto succedere se fosse scoppiata la terza guerra mondiale, una guerra che nell'immaginario di tutti in occidente sarebbe scoppiata qualora l'Unione Sovietica avesse deciso di dichiarare guerra alla NATO e agli Stati Uniti, un po' perché cattivi sono sempre gli altri e l'immaginazione va spesso in quella direzione. Ora, la maggior parte di coloro che, a meno in occidente, provavano ad immaginare questa terza guerra mondiale, in realtà immaginavano quasi sempre una guerra che terminava con un olocausto nucleare, con le due superpotenze che, incapaci di accordarsi, ad un certo punto finivano per tirarsi addosso tutti i loro arsenali nucleari, con il risultato che il mondo finiva o quasi e si veniva a creare un nuovo mondo post-apocalittico in cui pochi sopravvissuti cercavano di sopravvivere. In pochi avevano immaginato qualcosa di diverso, ad esempio c'è un romanzo, l'avevo anche recensito molto molto tempo fa in una pillola, un romanzo chiamato Uragano Rosso, il quale negli anni 80 provava ad immaginare una guerra convenzionale tra il patto di Varsavia e la NATO, una guerra che non prevedeva un utilizzo massiccio di armi atomiche e che veniva combattuta invece sui campi di battaglia, in Germania, in Scandinavia e così via.

Un libro che io personalmente non apprezzo tantissimo perché lo trovo smaccatamente però occidentale oltre ogni possibilità, ma che oggettivamente presenta uno scenario diverso. Ma cosa immaginavano dall'altra parte della cortina di ferro? Come immaginavano una terza guerra mondiale all'interno del patto di Varsavia? Per molto tempo non lo abbiamo saputo perché esattamente come i piani reali della NATO e degli Stati Uniti erano segreti, la stessa cosa avveniva per i piani del patto di Varsavia, dell'unione sovietica, piani che però dopo la fine della guerra fredda sono stati rivelati, almeno in parte, e sono molto interessanti perché ci permettono di gettare uno sguardo a come la terza guerra mondiale venisse immaginata nel patto di Varsavia.

E oggi, grazie al materiale che mi ha mandato Mitia Bertani, che ringrazio tantissimo già in passato, ci aveva regalato delle pillole, oggi proveremo a raccontare proprio questi piani partendo da quello più noto, un piano messo a punto definitivamente nel 1979 che era chiamato Sette Giorni per il Reno perché quello era l'obiettivo delle forze armate del patto di Varsavia. Ora partiamo dall'inizio e partiamo da un periodo in cui la guerra fredda era già finita, cioè dal 2005. Perché? Perché la nostra storia in realtà non inizia durante la guerra fredda, non inizia in Russia, non inizia in Unione Sovietica, ma inizia in Polonia.

Nel 2005 infatti le elezioni polacche vennero vinte da un partito fortemente conservatore, qualcuno lo definisce nazional conservatore, cioè il partito PiS dei gemelli Kasinski, uno dei due, per altro ne è ancora presidente adesso, l'altro invece è morto molto tempo fa in un incidente aereo. Ad ogni modo questo partito al momento in cui prese il potere iniziò a fare una politica fortemente anticomunista cercando, questo era quello che dicevano loro, di smantellare tutto quello che rimaneva del vecchio governo comunista che fino alla caduta del muro di Berlino più o meno aveva governato in Polonia e che molti polacchi non ricordavano esattamente con favore. Una parte di questo smantellamento venne fatto nel momento in cui l'allora ministro della difesa decise di rendere pubblica tutta una serie di documenti, prese lente ovviamente al periodo della guerra fredda, che raccontavano molti aspetti di quella guerra, documenti relativi ad aspetti sulla gestione civile, quindi su come il popolo venisse indottrinato, come avvenissero delle campagne di disinformazione, come venissero perseguitati gli incidenti, ma documenti anche importanti dal punto di vista militare che raccontavano aspetti della guerra fredda appunto visti dall'altra parte della cortina di ferro. Ora la pubblicazione di questi documenti scatenò una serie di polemiche, perché?

Perché fece peggiorare i rapporti tra la Polonia e la Russia, che considerandosi in qualche modo erede dell'unione sovietica non aveva apprezzato la pubblicazione di quei documenti, i quali venivano definiti parziali, venivano definiti incompleti e sembravano far pensare che solo l'unione sovietica avesse preparato dei piani per poter combattere la NATO, cosa che ovviamente non era, ma se vennero pubblicati fu anche perché in quegli anni in realtà i rapporti tra la Polonia e la Russia erano bassissimi, vi erano delle discussioni relative all'anno precedente, insomma niente di nuovo sotto il sole, non molto diverso da quello che succede oggi. Quei documenti polacchi però non erano finti perché non solo vennero pubblicati e tutti poterono controllarli, ma negli anni successivi, nel 2006, nel 2007 e ancora nel 2009, altri documenti vennero pubblicati in altri paesi, ex paesi del patto di Varsavia, cioè in Repubblica Cieca, a parte del Tempo Cecolo-Slovacchia e in Ungheria, i cui governi, anch'essi allontanatisi dal passato comunista, pubblicarono tutta una serie di documenti che andarono a confermare quello che era stato mostrato in Polonia nel 2005. La prima cosa interessante da questi documenti di questo piano sovietico è che in realtà questo piano non era stato creato nel 1979, o meglio i documenti che vennero pubblicati erano datati 1979, anno in cui il piano era stato revisionato, ma in realtà i piani che porteranno appunto a quello che vi sto raccontando erano stati creati inizialmente negli anni 60 ed erano stati poi più volte revisionati, man mano che la situazione dal punto di vista strategico evolveva, ma soprattutto man mano che la situazione degli armamenti evolveva, tanto che se nei piani originali si parlava di sganciare delle bombe atomiche utilizzando principalmente dei bombardieri, col tempo le bombe atomiche iniziarono a essere invece utilizzate fusilizzando dei missili. Ora la cosa interessante è che esattamente come in occidente si immaginava che la terza guerra mondiale sarebbe scoppiata a causa dell'unione sovietica, allo stesso modo in unione sovietica si immaginava che la terza guerra mondiale sarebbe scoppiata a causa degli Stati Uniti, della NATO, i quali ad un certo punto messi in difficoltà dal punto di vista politico ed economico avrebbero provato a salvare la situazione attaccando di sorpresa il patto di Varsavia.

Ora a posteriori questa idea può sembrare strana, se ci pensiamo noi viviamo nell'idea che ad un certo punto sia stata l'unione sovietica a crollare, lo sappiamo è successo realmente, ma in realtà nel 1978-79 quest'idea non era così peregrina perché da una parte gli Stati Uniti stavano vivendo una serie di grosse problematiche dal punto di vista politico e in debolimento militare, pensiamo solo alla sconfitta patita in Vietnam, siamo prima del periodo regagnano che cambiò ovviamente tutte le cose, dall'altra parte l'unione sovietica invece doveva ancora avere i suoi problemi militari perché proprio nel dicembre del 1979 scatterà l'invasione sovietica dell'Afghanistan che diventerà, lo abbiamo raccontato in passato in una serie, un po' il Vietnam e dell'unione sovietica quindi l'unione sovietica in quel momento dal punto di vista militare sembrava quasi essere superiore rispetto agli Stati Uniti. Se ci aggiungiamo che gli anni 70 per l'Occidente furono anni di grossi problemi interni politici, furono anni di grossi problemi dal punto di vista economico, capirete come quest'idea che giccolava tra i circoli sovietici che ad attaccare sarebbero stati gli Stati Uniti, non fosse così peregrina. Ad ogni modo i sovietici immaginavano che il primo attacco degli Stati Uniti sarebbe stato sferrato utilizzando delle armi nucleari ma non come si immaginava in occidente scaricando tutto l'arsenale sull'unione sovietica per annichilirla completamente ma utilizzando pochi emirati attacchi nucleari che secondo gli strateghi di Mosca avrebbero colpito inizialmente proprio la Polonia con le armi nucleari che sarebbero state utilizzate sul cuore della Polonia, sulla zona della Vistola, quindi Varsavia e tutte le città intorno in modo da creare una zona radioattiva che sostanzialmente separasse la parte più occidentale del patto di Varsavia proprio dall'unione sovietica. L'attacco avrebbe causato un gran numero di morti ovviamente, si parlava di quasi 2 milioni di polacchi che sarebbero morti nel primo attacco ma dal punto di vista strategico avrebbe dato un vantaggio gigantesco, così immaginavo l'unione sovietica alla NATO, la quale avrebbe potuto colpire la Germania Est, la Cekosrovacchia e così via prima che da Mosca potessero giungere dei rinforzi.

Per evitare tutto questo Mosca aveva quindi preparato un piano in due fasi. Il primo piano prevedeva una risposta nucleare, ovviamente non una risposta nucleare fatta su larga scala neanche in questo caso, ma anche in questo caso una risposta nucleare mirata che se quella della NATO sulla Polonia doveva servire a rallentare l'arrivo di truppe dalla Russia, allo stesso modo in questo caso avrebbe dovuto rallentare l'arrivo di truppe attraverso la Germania o comunque sul fronte europeo. Questo perché l'unione sovietica sapevano benissimo che gli Stati Uniti per attaccare una sorpresa avrebbero dovuto attendere a fare arrivare truppi in Europa che la guerra scopiasse perché se avessero spostato un gran numero di truppi in Europa ovviamente i sovietici avrebbero mangiato la foglia. Gli attacchi sovietici quindi dovevano servire a bloccare le possibili vie di rifornimento.

Ci sarebbero dovuti essere degli attacchi sulla Germania Ovest ovviamente che sarebbe diventato il primo campo di battaglia, attacchi che avrebbero colpito le città principali, Monaco, Bonn, Francoforte che sarebbero stati ovviamente dei punti fondamentali di passaggio per le truppe. Distruggendo quelli i movimenti delle truppe sarebbero stati più lenti. Attacchi nucleari che avrebbero colpito anche le nazioni vicino. Sarebbe stata colpita la Danimarca che i sovietici volevano conquistare molto rapidamente colpendo le città principali ma anche i principali porti dove gli Stati Uniti avrebbero potuto fare arrivare le loro truppe.

Sarebbe stata colpita l'Italia soprattutto nella parte nord-este. In alcuni documenti si parlava in particolare di Verona, Padova e Vicenza. A Vicenza c'è un'importantissima base della NATO ma è ovvio che colpendo nord-este d'Italia si sarebbe reso difficile alle truppe italiane o ad altre giunte nella zona di colpire sul fianco l'avanzata sovietica. Addirittura nella maggior parte dei documenti si parlava di un attacco diretto verso l'Austria, nazione teoricamente neutrale tra i due blocchi che però i sovietici pensavano che si sarebbe schierata con l'Occidente e per questo si pensava di attaccarla colpendo principalmente Viena di modo che anche in questo caso non ci potessero essere attacchi sui fianchi delle armate sovietiche che dovevano avanzare verso occidente.

L'attacco, questo raccontavano i piani, a questo punto avrebbe dovuto svilupparsi direttamente verso ovest. È un attacco che doveva giungere da più direzioni, dalla Cecoslovacchia, dall'Ungheria, dalla stessa Polonia ovviamente cercando di bypassare le zone distrutte e avrebbe dovuto investire le difese tedesche con una gigantesca spinta di uomini, truppe e mezzi i quali avrebbero dovuto sfondare le difese tedesche e quelle della NATO e raggiungere, da questo prendeva il nome il piano, in sette giorni il fiume Reno. Avrebbero dovuto attaccare anche i territori in Belgio e in Olanda in modo da giungere a quel punto. La cosa interessante di questo piano, anche se non viene troppo esplicitata, è che almeno inizialmente i sovietici non pensavano di attaccare né la Francia né la Gran Bretagna.

Ora la cosa è in parte curiosa nel senso che la Francia all'epoca in effetti non era parte della NATO, se n'era staccata ma era assolutamente noto che nel caso in cui fosse scoppiata una guerra tra la NATO e l'Unione Sovietica la Francia si sarebbe unita agli alleati occidentali, la Gran Bretagna invece era uno stato che faceva parte della NATO e che aveva al suo interno anche delle importanti basi aeree da cui avrebbero potuto partire degli attacchi contro le forze sovietiche. Perché non attaccarli? Beh le motivazioni sono principalmente due ma in realtà è una sola, nel senso che da una parte nel caso francese c'era il timore che quando si fosse attaccata direttamente la Francia con un attacco nucleare o anche con un attacco convenzionale la Francia avrebbe risposto con il suo arsenale atomico colpendo le città sovietiche e c'era quindi ovviamente il timore di provocare di subire più danni di quelli che si potevano provocare. Nel caso della Gran Bretagna invece l'idea era che non avesse senso attaccare la Gran Bretagna, la quale anch'essa rispondeva di un arsenale atomico e avrebbe potuto rispondere perché tanto le forze sovietiche non sarebbero riuscite a invaderla e non aveva quindi senso rischiare di subire un contrattacco atomico se quello verso la Gran Bretagna non avrebbe dato nessun beneficio.

In realtà queste due cose si riunivano in un punto solo, cioè che è abbastanza chiaro così hanno descritto gli analisti militari che questo piano sovietico prevedeva in realtà di raggiungere molto rapidamente delle posizioni di vantaggio raggiungendo appunto il reno facilmente difendibile per poi andare a trattare nella convinzione che se gli alleati avessero perso questi primi giorni di guerra alla fine sarebbero stati costretti a trattare. Dopotutto loro avevano dichiarato guerra, loro la stavano perdendo e le loro opinioni pubbliche così come è successo in Vietnam e tanto per fare un caso avrebbero obbligato gli Stati Occidentali a trattare e l'Unione Sovietica avrebbe potuto così godere dei vantaggi della vittoria senza doversi impegnare in un conflitto su scala troppo troppo grande e quali sarebbero stati questi vantaggi? Ovviamente lo si sarebbe visto con le trattative. In realtà vi erano dei piani paralleli che prevedevano ulteriori attacchi in avanti nel caso in cui la Francia fosse scesa in guerra, si prevedeva di attaccarla soprattutto nella sua parte meridionale, si pensava di poter arrivare in ulteriori due giorni quindi il nonno giorno di guerra fino a Lione, altri piani prevedevano di invadere completamente l'Olanda e il Belgio, non solo le parti più ad est, insomma gli erano piani molto più elaborati, altri prevedevano un intervento in Italia ma l'idea è che l'Unione Sovietica stesse progettando un piano come dire a scaglioni, convinta a differenza di quello che si pensava che la guerra si potesse realmente vincere senza giungere ad un grande confronto nucleare.

Sappiamo, e questo lo sappiamo grazie anche a documenti che sono stati desecretati, che in realtà in Polonia, così come in Cekosławacki e in altri stati, questo piano sovietico era considerato soprattutto alla fine degli anni 70 e inizio degli anni 80 esageratamente positivo, nel senso che molti militari di queste nazioni erano convinti che in realtà le cose sarebbero andate diversamente e che non sarebbe stato così facile nel giro di sette giorni raggiungere il fiume Reno e qualora questo non fosse successo, qualora si fosse dato tempo alle forze della NATO di fare arrivare rifornimenti in Europa, il rischio era quello di avere una guerra decisamente più lunga e sanguinosa ma insomma fortunatamente questo piano non è mai stato messo in azione, è una guerra del genere, in Europa non è mai scoppiata. Rimane però molto affascinante e questo è sempre il punto secondo me migliore di tutto, rimane molto affascinante che entrambi i blocchi non pensassero ad una guerra preventiva fatta da loro nonostante quello che raccontano i film, i libri e altro, ma entrambi pensassero ad una guerra scatenata dall'altro e questo affascinante perché ci fa sempre pensare come ognuno di noi veda nell'altro il cattivo e veda se stesso invece come il buono in qualche modo destinato a vincere. Io mi fermo qua, ancora un grandissimo ringraziamento a Mitia Bertani per il materiale che mi ha mandato per avermi fatto scoprire questa storia che devo essere sincero non conoscevo così nello specifico, brindiamo a tutti coloro che hanno operato affinché questi scenari di guerra non avvenissero mai, che li potessimo raccontare semplicemente come curiosità storiche ma non come cose realmente accadute, alla loro salute, alla vostra e a presto!

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